IT e Ambiente: due mondi che collaborano
L’Information technology (IT) cerca da sempre soluzioni nel mondo dell’hardware e del software per ottenere le massime prestazioni col minimo sforzo in termini di tempo e risorse.
Ora, pensandoci un secondo, ci si accorge che la salvaguardia dell’ambiente si basa su un concetto molto simile: necessità da soddisfare e risorse limitate (generazione di energia, produzione di prodotti, ecc..).
Ma allora perchè nell’affrontare tutte queste operazioni nei confronti dell’ambiente non vengono utilizzati gli stessi criteri che il buon informatico (sia egli un tecnico o un project manager) utilizza?
Senza entrare troppo nel filosofico, vediamo una linea concreta di azioni che possiamo fare per risparmiare energia (e quindi anche quattrini) durante il nostro lavoro quotidiano:
- spegnere il monitor quando ci allontaniamo dal pc, anche se solo per pochi minuti: le pause sono sempre di durata imprevedibile, una telefonata, un caffè, una riunione potrebbero tenerci impegnati per decine di minuti, lasciando il nostro schermo acceso per nulla;
- utilizzare le varie tecniche di risparmio energetico messe a disposizione dal proprio pc (screensaver, freezing, standby) quando si sa che si dovrà stare via un pò più a lungo;
- non lasciare acceso il computer quando non è necessario: spesso ci si allontana dalla propria postazione per ore, dicendosi “tanto dopo mi serve”, per poi tornare e spegnere il pc.
Tutte queste sono piccolissime azioni che hanno un impatto minimo sulla giornata di ciascuno ma che, moltiplicate per il numero di persone che stanno davanti ad un computer (soprattutto in azienda) e per il numero di giorni di utilizzo nel corso dell’anno, fanno capire quanto grande possa essere il risparmio energetico attuabile, guadagnando anche in termini di performance delle proprie macchine, meno soggette all’usura.
Quindi, lato client tutto bene.. ma per i nostri server?
HTML.it sta rilasciando in questo inizio 2009 una guida al risparmio energetico rivolto ai server, con considerazioni interessanti ed efficaci, poco spesso messe in atto dagli amministratori di rete.
Consiglio la lettura a chi gestisce uno o più server (ma in generale a tutti, poiché alcune semplici mosse possono essere applicate anche sui nostri client).