Oracle, il gigante americano dell’omonimo database, compra per circa 7,4 miliardi di dollari Sun Microsystem, azienda della Sylicon Valley che produce software, semiconduttori e altro ancora. Cosa significa questo acquisto per il mondo dell’Information Technology? Significa che Oracle (sconfiggendo IBM, altro possibile acquirente della società californiana) ha comprato Solaris, Java e Mysql. Un affarone e vediamo perchè.
Solaris: un sistema operativo con “migliaia di applicazioni software di terze parti a disposizione, supporto dai cicli di vita superiori a 10 anni, per implementazioni stabili e a lungo termine, aggiornamenti per le installazioni di Solaris già esistenti, offerte di supporto impareggiabili per le aziende”, da sempre ben integrato col database Oracle e in competizione (seppure relativamente flebile) con Windows e Linux.
Java: uno dei linguaggi di programmazione più diffusi al mondo, utilizzato da sempre con enorme successo lato server e non (e negli ultimi anni anche per la creazione di RIA), con cui Oracle stessa ha costruito buona parte delle sue applicazione middleware e da poco supportato da Google App Engine.
Mysql: il database più diffuso tra quelli dalla versione opensource, grande rivale di Oracle, comprato da Sun per un miliardo di dollari lo scorso anno. Tutti si chiedono che fine farà, anche se è probabile che non sparirà dalla circolazione, soprattutto per via della sua elevatissima diffusione. Il supporto commerciale continuerà indubbiamente ma è facile pensare che, anche se con risorse limitate, continuerà anche l’approccio open source.
Oracle è adesso in grado di fornire un pacchetto davvero completo alle aziende clienti. Chi lo fermerà?